Il 90% delle tumefazioni al collo sono localizzate nel compartimento cervicale laterale e sono rappresentate in ordine di prevalenza da:

  1. massa tiroidea (si muovono sempre verso l'alto con l'atto della deglutizione)
  2. massa parotidea (neoplasia primaria, metastasi linfonodole. ostruzione duttale o infezione ghiandolare)
  3. metastasi linfonodali (da tumore primitivo del tratto aero-digestivo superiore, cutaneo, tiroideo o da sito sottoclavìcolare come polmone, mammella, colon)
  4. tumefazione ghiandola sottomandibolare
  5. linfonodo reattivo
  6. linfoma
  7. cisti bronchiale
  8. linfonodo ascessualizzato
  9. lipoma
  10. cisti epidermolde
  11. cisti paratiroidea
  12. altro (sarcoma, paragonglioma. aneurisma, glomo carotideo, llnfoangioma)

Il 10 % delle tumefazioni sono invece localizzate a livello mediano e sono rappresentate in ordine di provenienza da:

  1. massa tiroideacisti del dotto tireoglosso (si muove verso l'alto con la protrusione linguale)
  2. linfonodo sottomentoniero (reattivo o metastatico)
  3. cisti epidermolde
  4. lipoma
  5. angina di Ludwig
  6. tiroide ectopica
  7. altro (es: sarcoma laringeo)

Che cosa fare?

Errore! La maggior parte del pazienti affetti da tumori maligni testa-collo ricevono 2-3 cicli di antibiotici per un periodo variabile da 3-6 mesi prima di essere Inviati allo specialista ORL per accertamenti. Se la tumefazione non è di pertinenza tiroidea facciamo al paziente le seguenti domande:

    1. Fuma? Ha mai fumato durante la sua vita? Se si da quanto tempo?

      Se la risposta è affermativa è già un campanello d'allarme: se è "sì fumo un pacchetto al giorno da circa 20 anni' è un GRANDISSIMO campanello d'allarme. Se la risposta è negativa, proviamo a chiedere:

    2. Ha mai avuto un tumore cutaneo?

      Se la risposta è affermativa è corretto. ma non certo, sospettare metastasi da carcinoma cutaneo che sono frequenti in pazienti anziani con lesioni cutanee legate all'Intensa esposizione solare. Se la risposta è negativa, proviamo a chiedere:

    3. Ha mai avuto mal di gola, male all'orecchio, difficoltà alla deglutizione, dolore alla deglutizione, cambiamenti nel tono della voce?

      Quindi, fai l'anamnesi recente: da quanto tempo è presente il nodulo, è cambiato in dimensioni, sintomi presenti alla deglutizione soprattutto ai pasti principali, punture di insetto, graffi avvenuti nei giardini, infezioni o livello auricolare o facciale da piercings, possiede animali domestici, etc.

    4. Per prima cosa guarda il cavo orale. Se non lo fai come prima cosa è facile scordarsene!

      Uso sempre un abbassalingua ed un buon sistema di illuminazione per visualizzare anche l'orofaringe. Anche persone giovani possono presentare carcinomi della lingua o delle tonsille. Controlla se non vi siano calcoli nei dotti salivari sia a livello del pavimento orale che della guancia.

    5. Controlla la cute dello scalpo per escludere noduli cutanei o tumori.

    6. Controlla i condotti auricolari

    7. Valuta la tumefazione del collo solo come ultima cosa.

      Mentre palpi la tumefazione, chiediti: appare solida o cistica? Sono palpabili altri linfonodi? Ci sono tumefazioni parotidee o tiroidee? Ci sono deficit visibili dei nervi cranici?

Cosa fare se siamo in presenza di una massa tiroidea?

Anche in presenza di una massa della regione tiroidea, poniti comunque le domande 1-7.

RICORDA:

  • Qualsiasi massa tiroidea può alterare la deglutizione o la respirazione.
  • Il carcinoma tiroideo può metastatizzare ai linfonodi loterocervicali o causare raucedine-disfonia.
  • Molti pazienti con masse tiroidee sono clinicamente eutiroidei.

Quindi che fare?

Investigazioni utili
Per un nodulo facilmente palpabile, una delle indagini principali è l'agoaspirato o FNAB (fine needle aspìratlon biopsy). Tale procedura è effettuata generalmente da anatomo-patologi poiché posseggono sia le competenze citologiche sia la competenza per capire se la quantità dell'aspirato è sufficiente per una corretta lettura del vetrino.

Eccezioni

In caso di noduli profondi e quindi difficili da palpare, è possibile combinare l'agoaspirato all'ecografia (agobiopsia eco-guidata). La ghiandola tiroide ha comunque un'alta prevalenza di noduli benigni tanto che risulta tuttora valido il principio che "la più comune massa tiroidea sia rappresentata da un nodulo dominante all'interno di un gozzo multinodulare".
L'ecografia tiroidea rappresenta un valido ed efficace mezzo per monitorare la patologia ghiandolare ed è l'esame di scelta nella maggior parte dei casi. Questo è particolarmente vero nei casi che non hanno ancora una indicazione chirurgica, ovvero senza sintomi compressivi od un agoaspirato citologicamente benigno. Nei pazienti con noduli multipli può essere indicata la scintigrafia con tecnezio per identificare i noduli freddi prima di effettuare agobiopsie.

Managment delle tumefazioni cervicali

Sono pochi i casi di noduli cervicali che non necessitano di trattamenti chirurgici. Quindi, la vostra soglia per richiedere una consulenza specialistica ORL dovrebbe essere sempre bassa.

La più comune tumefazione che non richiede interventi chirurgici è il linfonodo reattivo (dovuto ad uno proliferazione linfocitaria reattiva ad un'infezione virale o batterica). Nello maggior parte dei cosi, l'agente infettivo non può essere identificato per cui è ragionevole effettuare esami ematochimici comprensivi di titolo TORCfl. EBV. Bartonella (malattia da graffio di gatto). Se il monotest risulta negativo, è comunque utile trottare il linfonodo reattivo mediante ciclo di ontibioticoteropio per accelerarne la risoluzione.

in quei pazienti in cui il linfonodo (anche se ritenuto reattivo dall'ecografia) persiste per più di 4-6 settimane, è necessario effettuare:

  • uno consulenza ORL
  • un controllo ECO collo
  • un ogoospirato.

In conclusione, od eccezione del linfonodo reattivo, ogni tumefazione aterocervicale necessito di valutazione specialistica ORL.

Managment delle tumefazioni tiroidee

L'utilizzo dell'agoasplroto ha migliorato il management delle masse tiroidee, infatti in passato molti pazienti con noduli tiroidei o gozzi multinodulari venivano monitorati per parecchi anni solo clinicamente.

Tale atteggiamento in assenza dell'agoaspirato. può ritardare la diagnosi dei noduli tiroidei maligni.

Quindi noduli tiroidei che eccedono i 10 mm di grandezza dovrebbero essere studiati mediante l'agobiopsia; nei gozzi multinodulari. tale procedura dovrebbe essere effettuata a livello del nodulo dominante e dei noduli freddi.

L'agoaspirato tiroideo di soUto porto ad uno di questi quattro risultati:

  • Sparse cellule normali e colloide - continuare lo sorveglianza.
  • Agglomerato di cellule dall'aspetto atipico - richiede l'intervento chirurgico in quanto il 20% può nascondere un carcinoma.
  • Cellule maligne - di solito è un carcinoma popilliféro e ciò richiede l'intervento chirurgico.
  • Cellule insufficienti - ripetere l'agobiopsia (anche ecoguidata).
Otorino Bologna